Hare Krishna

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E’ solo un letto vuoto. Un senso aleatorio di solitudine. Niente promesse da mantenere. Niente progetti a lungo termine. Nessun litigio dovuto alla morbosa gelosia. Nessuna data da ricordare. Nessun anniversario. Nessuna fotografia. Nessun regalo. Nessuna frase da dedicare. Manca parlare al plurale. Manca un viso da riconoscere al tatto. Manca…

Disturbo Bipolare

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Ormai ti sento spesso piangere al telefono. Imprechi e maledici il giorno in cui mi hai incontrato, dentro lunghissimi singhiozzi bagnati. I tuoi pugni di parole, però, non scavano la carne. Non c’è abbastanza cattiveria per ferire uno come me. Io, la quintessenza di un bastardo senza gloria, mentre anniento in…

Harsh Times

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Ricordo una via e dei bambini. Ricordo zaini per terra come pali di una porta. Ricordo le infinite partite a pallone. I muri marcati nelle ville per recuperare quei palloni. I muri marcati nelle ville per rubare, con cacciaviti e piedi di porco. Ricordo un’innocenza persa troppo presto. Ricordo le risate,…

Mentre ci Penso un pò

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Ci sono giorni che non si tolgono dalle pareti. Ci sono frasi che lasciano il segno. Incongruenze meticolose usate per pulirsi la coscienza. Allora faccio di necessità virtù. Comprendo e taccio. Penso e ci rido sù per mera automazione. “Veda signorina, le confesso spassionatamente che ci sono cose che non tornano.”…

Amanita Muscaria

Ho scritto tanto durante queste notti senza stelle. Ho scritto immaginando te. Ho scritto immaginando noi. Incastrati. Dentro un tetris di emozioni. Corpi che si toccano. Mani che sfiorano la pelle. Lingue fugaci. Ho immaginato bocche voraci. Il tuo seno sul mio corpo. E muscoli tendersi fino al piacere estremo. I miei occhi dentro i […]

Apoptosi

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Achille sorride. Una poltrona in prima classe, con schienale ribassato e una ventiquattrore. Tralicci e piloni in rapido scorrimento, su di un finestrino coperto dal riflesso di pensieri torbidi. Sfilano in ordine, nomi neri, su cartelli a sfondo bianco, di posti che non vedrà mai. Achille sorride. Anima in frantumi e…

In Delirium Tremens

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Ho deposto il camice bianco, mamma. Ho smesso di riparare cuori. Ho smesso da quando non ho potuto far nulla per il mio. “Noli respicere”, ripetevo stanco. Sai, sento ancora l’odore acre del sangue, nelle notti di luna piena. Come quando ho spostato quel lenzuolo sporco, genuflesso sul ciglio della strada.…