Via Lama

Pensieri blu su pixel bianchi,
quando i ricordi tornano a quella fermata del bus.
Walkman nero, le cuffie rubate,
J Ax sverginava i miei pensieri,
il mento era ben alto,
fiero dei miei 17 anni.
Ora in testa girano troppi NO.
Gran parte di quei ricordi sono andati perduti.

Shock anamnestico irreversibile,
l’ho letto, furtivamente, sfogliando il mio fascicolo, proprio ieri.
Sotto Sindrome di Peter Pan.
Irreversibile, non si torna indietro.
Irreversibile, ci ho provato a cambiare le cose.
Irreversibile, ci ho provato a cambiare quel giorno
Irreversibile, rimbomba nell’ipotalamo.
Irreversibile, avrei venduto l’anima,
ma non si torna indietro, Cristo.

Allora perché ricordo tutte quelle fottute persone vestite di nero?
Perché ricordo le mie ginocchia sul terreno scomode, di fronte un marmo bianco?

Irreversibile.
Non sono mai più tornato indietro.

C’è ancora quella fermata, colorata da nuove scritte,
le mani indugiano nei miei G-Star, ho 30 anni,
il mento è sempre ben alto,
J Ax continua a pompare ancora nel mio Ipod.

Ora come allora gioco ad immaginarmi il Re del Nulla,
su carrozze trainate da rabbia,
un trono di cartone,
dentro il mio inutile castello di sabbia.

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