Il nulla di D.

Poi lo osservo girarmi attorno.
Come la terra al sole. Sorrido.

Da un pò di tempo, in testa, la percezione di un triste appagamento.
“Ho i denti ed il pane e non ho più fame”.
A me stesso non riesco più a nascondere la verità.
Questa nociva pigrizia mi ha spento dolcemente,
poco a poco, avvelenando muscoli e tendini.
L’ambizione non pungola più il mio orgoglio,
che in preda a crisi isteriche e sbalzi ormonali,
è sedato in una corsia d’ospedale bianco-cereo,
una flebo attorcigliata al braccio,
di un bieco coma farmacologico.
Un bip ogni sei secondi è tutto quello che rimane,
onomatopeico e sordo cristallizza questo tempo,
mentre segretamente le gambe con cattiveria ordinano al cervello di staccare la spina.
Credo abbiano reciso le connessioni della corteccia prefrontale,
se a volte mi fermo su un fottuto divano,
ad osservare unicamente lo scorrere delle ore.
Ci sono giorni in cui mi perdo nel mio “non vivere”.

Poi lo osservo girarmi attorno.
“Papà!”. Un sussulto sovrappensiero.
Il suo sorriso a quattro denti mette da parte il mio mood agitè.
Non mi crederai. Non mi crederai.

IMG_1707

“…e dammi un bacio perchè non so se torno, come Brando crocefisso in “Fronte del Porto”,
nei miei occhi ho tutta la rabbia del mondo, faccio Vallanzasca e torno…”

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