Parnassus

Ultimamente ascolto molto.
Parlo poco.
Ma questo non è cambiato.
Ho limitato drasticamente le apparizioni in pubblico.
Mi è bastato pronunciare un rapido Hocus Pocus sotto un telo rosso porpora.
Veterano illusionista di bugie spalmate,
ti dò a bere il più ingannevole volo pindarico,
contro un muro di cemento armato.
Sparito in un “puff” scarsamente onomatopeico, che sa di patatina al formaggio.
Sparito barattando l’enorme presenza scenica per queste laconiche parole.
Sparito come alcune velleità maturate sotto il caldo torrido di Agosto.

Come i tuoi occhi, ora che non ne ricordo più nè forma nè colore.

Sparito nel tuo finto lieto fine,
un castello imperioso tra una distesa di asfodeli,
la mia tanica di benzina ed il passo incerto.

Sparito.
Meglio di Parnassus, l’uomo che voleva ingannare il Diavolo.

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