Memento!

Ogni notte lo stesso incubo.
Gli occhi sbarrati, imbottito di quetiapina,
un soffitto vuoto e giù diritto verso quell’armadio.
Pistola in mano, scarrello ricordi e pensieri portando un proiettile in canna.
Tu dormi, spensierata e bellissima su quel cuscino.
Io sudo ansia mista a Seroquel, ed aspetto che vengano a prendermi l’anima.

Ogni notte lo stesso incubo.
L’ambulanza, il lampeggiante, la mia via.
Mamma piange mentre spalle curve trasportano una fottuta bara mogano.
Ho lasciato la mano in tempo,
affinchè non vedessi mai quella fredda lapide,
perchè il dolore spezza il cuore anche se non c’è frattura.

Ogni notte lo stesso incubo.
I suoi occhi incattiviti assomigliano ai miei, mentre cresce senza guida, senza padre.
Effetto virus-negativo, testa bassa e mani in tasca,
la strada non ammette debolezze quando ci si unisce ad altri lupi neri come me,
di caratura massimale proprio come me.

Ogni notte lo stesso incubo.
AK-47 in testa al banchiere,
prega merda e “Cristo bless you”,
mentre grido rabbioso di consegnarmi pacchi di vanagloria,
ed esalo frustrazioni gassose di fallimenti pregressi.

Ogni notte lo stesso incubo.
Narciso, poi, mi specchio in queste parole afone,
i vuoti non si possono riempire di diacetilmorfina.
Il mio egoismo è condanna,
passepartout per questa solitudine,
da quando sei andata via, in quel freddo 4 Ottobre 2020.

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