Reietto

Cannottiera da zarro e muscoli in evidenza.
Delineo addominali, ma soffro ancora sulla Shoulder Press.
Sguardo sempre incazzato,
zingaro bellicoso come in The Snatch.
Gli occhi su di me,
come quando in classe venivo punito durante l’ora di religione.
Gli occhi su di me,
come quando da piccolo facevo a botte in strada contro i più grandi.
Ora tu mi guardi. Giudichi. Parli male.

Strano. Non mi conosci, ma parli male.
“Bastardo tutto muscoli. Belloccio senza cervello. Cazzo piccolo”

Non mi conosci.
Giudichi.
Parli male.

Potrei raccontarti della mia laurea in medicina.
Potrei raccontarti di quando le ho chiesto di sposarmi.
Potrei raccontarti del mio 110 e lode.
Potrei raccontarti di quella promessa.
Potrei raccontarti di quando dirigevo tutto il reparto a soli 26 anni.
Potrei raccontarti del suo schianto sulla Salerno-Reggio Calabria, a meno di un mese dalle nozze.
Potrei raccontarti di quando ho presentato le dimissioni.
Potrei raccontarti di quante volte sono morto in quella telefonata delle 17.42
Potrei raccontarti di quando la notte sbocco sangue, delirio onirico e maledico la vita.

Potrei.
Ma queste parole,
non mi riporteranno indietro a quell’ultima volta che lei ha riso.

Però ti racconterò di quando morirò.
Di quando andrò a prendere la testa del tuo dio.
A mani nude.
Senza pietà.

Pregusto.

Chiudo gli occhi.
A piedi scalzi sulla sabbia, come gitani,
allunga ancora le mani sul mio viso,
calma questo odio che brucia,
poi passale tra i miei capelli,
se non sento più nulla,
dannato, fino alla morte,
respira di nuovo tra le mie labbra,
ti cerco nei vuoti di questi silenzi,
stringimi forte,
perchè per rimanere vivo ho dovuto sforzarmi,
perchè per rimanere vivo ho dovuto sporcarmi,
tanto che adesso non riusciresti nemmeno a guardarmi.
L’anima è sudicia,
tu però sorridimi ancora,
ricordo sbiadito,
gelo nel cuore,
pugni sul muro.
Inception per rubare altri attimi con te.
Inception per ascoltare di nuovo quel tuo “ti amo”,
mentre quegli occhi verdi saranno la ricompensa,
il Santo Graal,
l’unico paradiso che cerco.
A perdifiato.

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21 thoughts on “Reietto

  1. “Guardare la vita in faccia sempre, guardare la vita in faccia e conoscerla, per quello che è.
    E poi metterla da parte. Per sempre gli anni che abbiamo trascorso. Per sempre l’amore, per sempre, le ore…”

    1. Alcune cose non le metti da parte. Non subiscono l’affievolirsi del trascorrere del tempo. Come alcuni odori. Come alcune canzoni. Come determinate sensazioni. Ti segnano. Le porti dietro. Per sempre. Fanno parte del tuo bagaglio. Pesano. E pesano anche a chi cerca poi di starti vicino. Molto.

  2. Leggerti,leggere questo post,è come mettere dita in ferite sanguinanti ignorando i punti che cercano di tenere vicini i lembi di pelle.
    Lo so che è strano,ma:grazie.

    1. Mi è difficile risponderti. Mi è difficile rispondere a tutti. Questo post…vabbè lasciamo stare. È’ stato molto difficile anche mettermi a nudo, spogliare l’anima, ma ne sentivo l’esigenza. Non che non lo avessi mai fatto, in fondo questo blog è completamente impregnato della mia vita. Qui ogni riferimento non è puramente casuale! Però aldila del mio personale, quello che mi premeva dire è che giudichiamo le persone con molta facilità, senza conoscerne realmente il vissuto. Apprezzo il tuo grazie, a volte le parole possono essere utili. E grazie anche a te.

  3. c’è davvero tanto nel tuo scritto ed è così potente e delicato che mi sento solo di aggiungere, in questo commento, che tra le cose che mi è difficile sopportare c’è proprio il giudizio gratuito per di più, come chiaramente emerge dalle tue parole, senza conoscere i vissuti.
    Ludmilla

    1. C’è gente che è così misera, che per elevarsi un pò dal letame in cui mangia, deve per forza screditare chi è migliore. Non c’è altra via. Prima mi incazzavo. Ora ne godo. Il tempo mi ha reso solo meno sentimentale! Grazie per le tue parole.

  4. non so neanche perché, sono rifinita qui. riletto il post, riletto i commenti, compreso il mio. vorrei solo aggiungere che ti darei una mano a prender quella testa. sì certo, lo lascerei fare a te

    1. Grazie, so che mi aiuteresti. Ma è pur sempre una battaglia personale, e non sono nemmeno sicuro di poterla vincere!

      1. se non la si vincesse, l’importante è provare. peraltro, almeno in forma scritta, non dico mai parolacce, ma qualcuno le avrà sentite

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