Aporia di Socrate

Dissoluta sorseggi Zubrowska,
ancheggi sinuosamente e ti avvicini al divano.
Ti pieghi, un movimento lento e sensuale.
Lasci rotolare la bottiglia di vodka sul pavimento,
sorridi maliziosa e sali sulle mie gambe.
Da puttana consumata.
Manco fossimo in uno spot tv.
Capelli rossi, occhi verdi, tacco dodici,
lingerie nera Yamamay.
Hai già tutto sotto controllo,
sempre così sicura di te,
come quando ti osservo su quel cartellone pubblicitario,
dove sponsorizzi una nota marca,
e penso alla Madonna Esterhazy,
tra Cristo ed il Battista,
bellissima ma senz’anima.
Sorridi ancora, ma vuoi solo fottermi la testa,
vorace, come Mantis religiosa, durante l’amplesso.
Sorridi e tutti perdono la testa, Isis.

Sembra solo ieri,
quando saltavi a cavalcioni sulle mie spalle,
un’innocenza senza dolore,
pura come la neve, profumo di fresia,
e quella domanda all’orecchio, che divertita, mi sospiravi in francese.

“Veux-tu m’épouser?”

La più bella del reame,
con le gambe da battements jetés,
la pelle di seta, le labbra dipinte,
la mia psiche che crolla,
devastato, come dopo una scossa di nona magnitudo.

Chiudo gli occhi. Ti respiro.
Sento ancora quell’odore di fresie.
Mi fotte i sensi.
Sposto le mie mani sul tuo culo.
Ti porto verso me. Ma non c’è più affetto nei gesti.
Voglio solo scoparti.
Voglio solo farti sentire il mio cazzo duro.

“Baise-moi comme toi seul peut le faire.
Debout contre le mur.
Jouis dedans! Remplis-moi!!”

Sospiri in francese al mio orecchio,
e condanni l’ipofisi alla sedia elettrica,
con l’innocenza di Sacco e Vanzetti.
Una scarica da 2000 volt,
endorfine armate lungo la colonna vertebrale.
Solo sette secondi ed il cuore impazzisce in una dolce aritmia.

“Come cazzo sei finito così!?”

Cinque parole.
Te ne bastano solo cinque.
Come un jab in pieno volto, senza preavviso.
E vado giù al primo round.
Diplopia e poi la spugna.
Senza remissione di peccato.

Tanto finiremo nudi fino all’alba,
a raccontarci una bugia che ancora ci sta stretta.

Annunci

7 pensieri riguardo “Aporia di Socrate

  1. Che quando Socrate inventó l’aporia, la mise su per non farsi rompere le balls! E che quando leggiamo, vediamo nelle parole degli altri pensieri che sicuramente non hanno. C’est la vie…

    1. L’aporia è l’impossibilità di dare una risposta precisa ad un problema. Io ho un problema. Beh forse non solo uno!! Ahahaha!! Le madonne Esterhazy…anche quelle sono un problema!! Nessun significato nascosto a sto giro era semplice!! 😉

  2. 😂 …appunto, per me voleva significare l’impossibilita’ di modificare o comprendere, da parte degli altri, un ” problema” un’ “aporia” …un modo di essere di Socrate e Milady.

  3. anche se tutto muta, certi odori “fregano” sempre e poi…insomma, anche tutto il resto non mancava. direi che il finale si ricollega perfettamente al titolo. trovo originale questo tuo modo di raccontare le sensazioni, qualità già notata in altri tuoi scritti che ho apprezzato

  4. Odori, ricordi, sensazioni…ci fottono sempre. Perché inevitabilmente siamo legati al passato più di quanto non vorremmo far credere. Grazie comunque per le tue parole. Un onore come sempre!! 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...