Infanzia

Per la prima volta uso questa funzione di WordPress. Mi aiuta a ricordare la strada percorsa. Perchè quello che scrivo io l’ho vissuto realmente.

Sephiroth

Se mi guardo allo specchio, vedo realmente l’uomo che sono.
I difetti in cui mi seppellisci corrodono la mente,
mentre resto in sospeso in un’analisi di coscienza.
Il mio carattere forte, misto all’orgoglio che tanto disprezzi,
mi ha salvato dal baratro.
Cresciuto senza padre, senza soldi,
la fame l’ho vissuta davvero,
accanto a mio fratello, giorni senza mangiare,
dentro scarpe rotte nelle giornate di pioggia,
con un pallone tra i piedi, di un’infanzia presa a calci.

Cosa cazzo ne puoi sapere tu che giocavi alla famiglia felice?

Ora come allora, alzo la testa mentre fisso lo specchio.
Sono cresciuto troppo in fretta,
il peso delle responsabilità schiaccia pensieri esanimi,
di fierezza inerte, pensieri che volano a quell’infanzia di stenti,
dove non avevo davvero niente.
Il viso mostra i segni della stanchezza,
ma la mia resa è ancora fottutamente lontana.
I ricordi non fanno più rumore,
quando frammenti di tempo toccano…

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22 thoughts on “Infanzia

  1. Non dovremmo permettere al nostro passato di trasformarci in ciò che non siamo.
    Rabbia, rancore, odio..a cosa servono? Alle volte la vittoria più grande, la rivincita, sta nel dimostrare di esser diventate ‘ persone migliori’ ..per quanto il passato continuerà a bruciare per sempre..

    1. Io sono IL prodotto del mio passato. Non sarei io senza quel passato. Non sarei diventato quello che sono. La rivincita è che oggi non me ne fotto un cazzo di prendermi una rivincita. Ecco si…questa è la vera rivincita!! Grazie comunque per le parole ed il tempo che dedichi qui a me.

  2. Il passato siamo.noi nel.presente e cio che diventeremo.nel futuro.. ma il presente diventera passato nel fututo… quindi le.strade.possono cambiare e invertire le.rotte… e arrivare ad essere distqccati da.cio che di brutto è stato è.una grande vittoria!

    1. Quando vivi determinate situazioni sulla tua pelle, nonostante siano passate, non puoi mai dire di esserne “distaccato”. Proprio perché come hai scritto “il passato siamo noi nel presente”. Ecco il passato, quel passato, ti segna inevitabilmente. Anche nel presente. Grazie per il bel pensiero e grazie per essere passata.

  3. Quanti marciapiedi ho ascoltati e visti, quanti confini hanno o mi hanno diviso dagli altri, chi sono non lo so più, so di certo che un di lo saprò ho visto gli altri ad altezza pari, mai sopra mai sotto, e mentre la gente correva, il mio andare era più che lento e non ho perso nulla di ciò che mi circondava, chi ha corso qualcosa gli è sfuggito.
    Amo la mia lentezza.

    1. Ho vissuto tutto velocemente, come quando mandi avanti un video ad 8x, come l’esodo dei cani pazzi. Non ho assaporato nulla, perchè la merda in gola, non aveva il sapore dell’acqua. Ho visto i giganti ed ho visto i nani, altezze diverse, tasche diverse e la velocità aumentava come un fottuto giro sulle montagne russe. Ho perso tanto. Tutto. Poi sono stato trainato dall’odio. Ora ho il posto in prima fila. Ma ho disertato. Nonostante tutto continuo a correre. Dovremmo istituire l’ora del thè.

  4. Che cosa portare con noi, se non ciò che abbiamo tenuto al riparo. Malgrado la sofferenza, nonostante lo smarrimento, che cosa, se non la solitudine di certe poche gioie, lo strazio di indicibili assenze. Umani siamo, e conversiamo e scriviamo anche dei blog, e le persone passano, per perderci del tempo e sollevano delle tende, da cui, a volte, si intravvede ciò che era al riparo. Perché anche di parole il dolore ha bisogno. Che cosa portare con noi, se non un bimbo e il suo pallone…
    Buon vento, signor Sephiroth! e grazie… ( perché navigare è necessario, vivere non lo è…)

    1. Questo posto è come un Hotel. Ci camminiamo all’interno. Apriamo porte. Vediamo storie. A volte ci intratteniamo. A volte distrattamente andiamo via. A volte ne capiamo il senso. Altre volte no. Perché in fondo, di quello che c’è dietro la porta, non ce ne frega un cazzo. È solo una mercificazione di parole. Di stati d’animo. Quello che scrivo, personalmente, è solo uno sfogo. Do da mangiare al mio dolore. Tanto chi mi conosce!? E quando si apre la porta, realmente, cosa si vede?? Grazie per le tue parole e per esser passata. Era da tanto che mancavi, se non sbaglio.

  5. Il nostro passato ci ha forgiato, insegnato, segnato, ma alla fine siamo noi che ne usciremo vincitori perchè noi siamo quel che il nostro passato avrebbe voluto che non fossimo :-*

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