In Delirium Tremens

3 Luglio 2015 – 9 Luglio 2017…lo stesso ricordo nella testa…

Sephiroth

Ho deposto il camice bianco, mamma.
Ho smesso di riparare cuori.
Ho smesso da quando non ho potuto far nulla per il mio.
“Noli respicere”, ripetevo stanco.
Sai, sento ancora l’odore acre del sangue,
nelle notti di luna piena.
Come quando ho spostato quel lenzuolo sporco,
genuflesso sul ciglio della strada.
Avrei voluto vedere, un’ultima volta, i suoi occhi verdi.
Chiusi.
Un dolore lancinante e l’anima sgretolata,
in frammenti riposti come Horcrux.
Poi ho danzato con la follia verso la mia Shutter Island.
Quarantrè giorni.
Fino al delirium tremens.
Ho visto il cielo cadere.
I porci distribuire perle.
Le sirene perire con il mio canto.
Cerbero placido, sottomesso al mio sguardo.
E giù fino agli Inferi.

Come Orfeo, mamma.
Ogni volta che guardo indietro, temo di vedere lei.

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36 thoughts on “In Delirium Tremens

  1. Mi ricordo. Raccontasti dell’incidente.
    Mi aveva scosso.
    Anche alcuni tuoi frammenti sono rimasti là, sull’asfalto.
    Le schegge di certi ricordi, restano lì. Ma il nostro corpo, lentamente le fagocita. Rendendole parte integranti di noi…

    1. Tutto quello che avevo è rimasto lì.
      Sull’asfalto. In quel punto preciso. In quell’istante preciso. Ho perso tutto. Restano i ricordi. I miei mostri. E con quelli devo conviverci ogni giorno. Notte Doc!!

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